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Wanderer
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La mwcqWanderer è un'azienda tedesca attiva dal mwcg1885 nella produzione di mwcwbiciclette. Fino al mwda1940 era attiva anche come mwdqCasa automobilistica e mwdgmotociclistica.

Contents

Storia
Note

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Storia

I primi anni e la Prima Guerra Mondiale

L'azienda è stata fondata nel mwfw1885 da Johann Baptist Winklhofer (mwgq1859-mwgg1949), un giovane appassionato di meccanica che aprì un'officina a mwgwChemnitz per la riparazione di biciclette, assieme al socio Richard Adolf Jaenicke. Da qui ad arrivare alla produzione di biciclette in proprio, il passo fu breve: già nel mwhq1887 la piccola ditta cominciò a costruire biciclette con il nome di mwhgWanderer. I prodotti della neonata azienda divennero in breve tempo noti per il loro ottimo rapporto qualità-prezzo. Persino in mwhwInghilterra, dove venne instaurato un regime protezionistico contro i prodotti di fabbricazione estera, le biciclette Wanderer riuscirono comunque a far breccia in numerosi clienti e la fama del marchio tedesco oltrepassò anche i confini patrii.

Nel mwiq1894 l'azienda si espanse con l'acquisto di una nuova area operativa a Schönau, sempre nei dintorni di Chemnitz.

Nel mwiw1902 venne costruita la prima motocicletta marchiata Wanderer, equipaggiata con un monocilindrico mwjaraffreddato ad aria da 1.5 mwjqCV di mwjgpotenza massima ed in grado di spingere il veicolo fino a 50mwjw km/h di velocità massima. La moto in questione era completamente priva di molle sulle due ruote. Solo tre anni dopo, sullo stesso modello comparì la prima forcella dotata di molloni (ma la ruota posteriore continuò ad essere priva di molle).

Nel frattempo, l'azienda tedesca continuò a diversificare ulteriormente la sua produzione: nel mwlq1904 cominciò infatti la produzione di macchine per scrivere con il marchio mwlgContinental, mentre è già del mwlw1903 il primo progetto relativo ad un'autovettura. Tale progetto sfocerà nel mwma1913 con il lancio della mwmqPuppchen, un'autovettura di successo, che verrà prodotta fino a diversi anni dopo la fine della mwmgprima guerra mondiale. Il motivo di una così lunga gestazione della prima autovettura della Casa di Chemnitz stava nel fatto che la Casa stessa, oramai con una reputazione consolidata nell'ambito delle biciclette e delle moto, non volle rischiare errori, neppure i più piccoli, e curò in maniera maniacale il progetto della mwmwPuppchen). Per la produzione automobilistica, la Wanderer utilizzò lo stabilimento di Schönau. Contemporaneamente proseguì anche la produzione di motociclette e biciclette. Già nel mwna1910 comparirono le prime moto dotate anche di molle posteriori. Per quanto riguarda le biciclette, la Wanderer dotò alcuni dei suoi modelli di una pompetta per il gonfiaggio degli pneumatici.

Con l'arrivo della Prima Guerra Mondiale, la normale produzione della Wanderer venne quasi completamente convertita ai fini bellici, in parte rimanendo negli stessi settori commerciali ed in parte esplorandone di nuovi. Così, vennero prodotte motociclette per l'esercito tedesco, ma anche macchine per scrivere per gli uffici militari, mentre per quanto riguarda le novità, furono costruite anche attrezzature per fabbriche di munizioni e di materiale ferroviario. Anche la produzione automobilistica rifletté le esigenze militari, ma contemporaneamente fu anche l'occasione per apportare aggiornamenti alla mwngPuppchen. La gamma fu ampliata in nuove varianti di carrozzeria. All'inizio del conflitto, Winklhofer, fondatore dell'azienda, diede le dimissioni e si trasferì a mwnwMonaco, città di cui era originario, per rifondare nel mwoa1916 una nuova azienda, la mwoqJWS, che negli anni della guerra produsse munizioni, mentre successivamente si convertì alla produzione di catene. Oggigiorno la mwogJWS è ancora nota per la qualità delle sue catene e, guarda caso, è un marchio attualmente detenuto dalla Wanderer. In ogni caso, Winklhofer rimase a partecipare all'attività della Wanderer come consulente del Consiglio di Amministrazione.

Il dopoguerra e gli anni '20

Alla fine del conflitto, si ebbe una situazione economica resa estremamente precaria dall'inflazione galoppante: la poca disponibilità economica sia delle imprese, sia dei privati, costrinse le Case automobilistiche a riproporre i modelli dei primi mwqqanni dieci del secolo scorso. La guerra e le impegnative commesse militari richieste dai governi degli Stati coinvolti nel conflitto portarono alle aziende nuove tecnologie, più moderne, ma irrealizzabili in mancanza di fondi. La Wanderer non fece eccezione e fino al mwqg1923 ripropose in listino la mwqwPuppchen, che differì dai modelli d'anteguerra solo per pochissimi dettagli. Quando alla fine del 1923 la situazione economica si ristabilizzò, vi fu bisogno per la Wanderer di ricominciare a proporre modelli nuovi ed una gamma più ampia.

Così, durante gli mwrqanni venti, apparvero la mwrgW8, ultima evoluzione della mwrwPuppchen, la mwsaW10, modello di fascia più alta, e la mwsqW11, prima Wanderer equipaggiata con un motore a 6 mwsgcilindri.

Per snellire la mole di lavoro, la produzione delle vetture fu trasferita nel mwta1927 dallo stabilimento di Schönau a quello di Siegmar, un altro sobborgo di Chemnitz. Così, mentre le singole parti vennero costruite nella storica sede di Schönau, l'assemblaggio venne delegato all'impianto di Siegmar, che tra l'altro integrava anche una linea di montaggio, per cui risultò almeno in parte più moderna del precedente impianto di Schönau. Quest'ultimo, in ogni caso, non chiuse, ma venne destinato alla produzione di macchine per scrivere. Purtroppo, gli ingenti investimenti per il nuovo stabilimento finirono per pesare come macigni dopo l'ottobre del mwtq1929, quando dilagò la mwtgGrande depressione e neppure l'abbattimento dei costi, ottenuto con l'introduzione della catena di montaggio, riuscì a coprire le enormi spese. La produzione motociclistica era entrata in crisi per conto suo già a partire dal mwtw1925 e nel settembre del 1929, già un mese prima dell'arrivo della crisi economica, gli impianti di assemblaggio delle moto furono venduti alla Janeček, che utilizzò le proprie iniziali e quelle della Wanderer per dare origine alla mwuaCasa motociclistica mwuqceca mwugJawa. Ma anche le entrate conseguenti a tale vendita furono insufficienti: la Dresdner Bank, principale creditrice della Wanderer si presentò sempre più frequentemente a battere cassa.

L'ingresso nell'Auto Union e gli anni '30

Tra la fine degli anni venti e l'inizio degli mwwganni trenta, la crisi economica fece sentire tutti i suoi effetti negativi nell'industria automobilistica: la Wanderer, per tagliare ulteriormente le spese, fu costretta ad appoggiarsi ad altre aziende. Fu così che alcuni modelli, come le ultime versioni della mwwwW10 furono assemblate a Sindelfingen, nello stabilimento mwxaMercedes-Benz, mentre altri modelli furono invece costruiti presso la Carrozzeria Gläser di mwxgDresda. La Wanderer fu addirittura il primissimo cliente di mwxwFerdinand Porsche dopo che questi ebbe lasciato la Mercedes-Benz per aprire uno studio di progettazioni in proprio.

Fu grazie ad un membro del Consiglio di Amministrazione se la Wanderer riuscì ad uscire dalla grave situazione finanziaria in cui si venne a trovare: il suo nome era Klaus-Detlof von Oertzen (mwyq1894-mwyg1991), un giovane e brillante manager già artefice a suo tempo della vendita del ramo motociclistico della Wanderer. Con la stessa determinazione, e sotto la pressione delle banche creditrici, egli traghettò la Casa di Chemnitz verso la mwywDKW, già detentrice del marchio mwzaAudi dal mwzq1928 e verso la mwzgHorch, tutte Case automobilistiche site in mwzwSassonia. Insieme, Wanderer, DKW, Audi ed Horch si unirono insieme il 29 giugno del mwaa1932 per dare vita all'mwaqAuto Union.

Sotto l'Auto Union, la Wanderer ebbe maggior respiro e poté rinnovare la gamma dei suoi modelli in maniera più decisa. Sono di questo decennio i modelli più riusciti della Casa tedesca, anche se quest'ultima non fa parte di certo dei marchi più conosciuti in mwawItalia. Tra i modelli di maggior fascino della Wanderer va senz'altro citata la mwbaW25K, un'elegante mwbqroadster prodotta nella seconda metà del decennio ed equipaggiata con un motore da 2 litri sovralimentato mediante mwbgcompressore volumetrico. Anche questo motore fu progettato da Ferdinand Porsche.

Nel frattempo, però, la corsa agli armamenti intrapresa dalla mwcaGermania con l'ascesa del regime nazista, costrinse l'Auto Union, e quindi anche la Wanderer, a produrre anche per l'esercito tedesco. Da qui ebbe inizio la produzione di veicoli militari, come la mwcqW23S Kübelwagen, direttamente derivata dalla mwcgW23 di serie, come le vetture fuoristrada del tipo mwcwEinheits-PKW, oltre ad una serie di autocarri pesanti, alcuni dei quali prodotti su licenza della mwdaSteyr-Daimler-Puch e con marchio Auto Union.

La Seconda Guerra Mondiale, il dopoguerra e l'epoca moderna

Con lo scoppio della mwewseconda guerra mondiale, la produzione di mezzi militari si intensificò a danno della normale produzione automobilistica, che venne via via ridotta. Le ultime Wanderer di serie uscirono dalle linee di Siegmar nel mwfa1941. Nel mwfq1944, i due terzi dello stabilimento di Siegmar, a quel punto destinato alla produzione di attrezzature belliche, vennero rasi al suolo dai bombardamenti alleati.

All'indomani dell'armistizio, l'esercito sovietico occupò tutta la parte orientale della Germania e tutti gli stabilimenti ivi presenti, specialmente quelli che fino a quel momento erano stati utilizzati a favore del regime nazista. Tra questi vi furono anche tutti gli impianti dell'Auto Union (i cui dirigenti di lì a poco fuggiranno a mwfwIngolstadt per ridare nuova vita all'Auto Union stessa), che vennero espropriati e nazionalizzati. Dei quattro marchi facenti parte in precedenza dell'Auto Union, la Wanderer fu l'unico ad essere quasi completamente gestito in maniera separata dall'autorità sovietica e in seguito dal governo della neonata mwgaDDR (Horch, Audi e DKW videro invece i rispettivi stabilimenti adibiti nuovamente alla produzione di mezzi di trasporto, sebbene non più con i marchi di origine). A parte la produzione di alcuni autocarri Auto Union nello stabilimento di Siegmar e riproposti con il marchio mwgqIFA, gli impianti Wanderer furono utilizzati per altre tipologie di prodotti. Lo stabilimento di Schönau venne sfruttato dalla nuova azienda mwggVEB Wanderer-Fräsmaschinenbau/Siegmar-Schönau per la produzione di macchine per scrivere ed altri articoli per ufficio ed impresa. Attraverso successivi passaggi, tale sito produttivo è giunto ai giorni nostri sotto il controllo del gruppo svizzero-tedesco della mwgwStarrag-Heckert, di cui costituisce un importante nodo produttivo. Nel frattempo, un ex-membro del Consiglio di Amministrazione della Wanderer, emigrò a Monaco di Baviera, dove incontrò la famiglia del fondatore Winklhofer, ormai anziano (sarebbe morto nel marzo del 1949). Grazie all'aiuto di tale famiglia, egli rifondò negli immediati paraggi della metropoli bavarese la mwhaWanderer AG, con lo scopo di ricominciare da zero con la produzione di motociclette, e dal mwhq1953, anche di ciclomotori e scooter. Negli mwhganni ottanta, la mwhwWanderer AG venne assorbita dalla mwiaDeckel, ma venne ricostituita nel mwiq1998 ad mwigAugusta producendo biciclette dal design retrò.

In seguito alla grave crisi economica globale che a partire dalla fine del 2008 ha interessato svariati settori commerciali, la Wanderer cadde anch'essa in difficoltà finanziarie, a tal punto che nel mwja2013 ha dovuto essere rilevata dal gruppo ZEG per insolvenzacite-ref-1[1].

Note

cite-note-11. mwlw(mwmamwmqDE) mwmgmwmwZEG übernimmt Wanderer, su mwnaaktiv-radfahren.de, 13 maggio 2013. mwnqURL consultato l'11 maggio 2017 mwng(archiviato dall'mwnwurl originale il 4 marzo 2016).

Bibliografia

• M. Braun, A.F. Storz, mwowAudi, Motorbuch Verlag, ISBN 978-3-613-02914-9
• W. Oswald, mwpgDeutsche Autos, Band 2 - 1920-1945, Motorbuch Verlag, ISBN 3-613-02170-6

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su wanderer.de.